“IL CONCETTO DI BELLEZZA” – di Simone Di Matteo

Tempo fa, mentre inseguivo un tordo nella soffitta dei miei pensieri, ho rinvenuto “L’idiota”, il romanzo di Fëdor Dostoevskij, considerato ancora oggi uno dei massimi capolavori della letteratura russa, e l’ho riletto per una seconda volta tutto d’un fiato. E così, sfogliandolo e riassaporando i vari adattamenti cinematografici, teatrali e televisivi che l’opera ha avuto nel corso degli anni, mi sono imbattuto in un aforisma che resta il tema centrale di un vero e proprio enigma: “la bellezza salverà il mondo”.

Ora, non starò qui a parafrasarvi il significato che si cela dietro il libro (fareste bene a leggerlo) né intendo spiegare ciò che molte menti non sono in grado di comprendere. Preferisco, perciò, soffermarmi su un’idea di immagine che, specialmente in questo nostro sconclusionato XXI secolo evoca non solo la bellezza, ma anche la bruttezza di una contemporaneità destinata ad essere dimenticata.
Col passare del tempo, infatti, al di là di qualsivoglia definizione basilare le si voglia attribuire, ve n’è una a mio avviso che più di tutte predomina sulle altre, ossia quella secondo la quale il suo significato sia relazionato ad una qualsiasi figura e aspetto purché suscettibili di riproduzione o confronto.

Peccato solo, però, che oggigiorno questo non sia possibile dal momento che è quasi sempre accostata ai concetti di “apparenza” e “omologazione”. Non è un mistero per nessuno, anzi, è una cosa assai risaputa, che il mondo, soprattutto quello mediatico odierno, sia governato più dall’avvenenza che dalla realtà.

Uno, nessuno, centomila sono coloro che, puntualmente, si svestono dei propri panni per indossare gli abiti di qualcun altro. Suonerà strano, ma poi, a pensarci bene, tanto strano non lo è per niente, poiché tutti preferiscono nascondersi dietro ad una menzogna anziché abbracciare la bellezza della più assoluta verità.
Viviamo in una società di cloni, in cui l’unicità e l’originalità hanno lasciato spazio all’imitazione e all’emulazione, e molti non riescono bene neanche in quello!
Per quanto ci si sforzi ad occultare agli occhi dei più una verità che probabilmente non si vuole accettare, quel sottile velo di pseudo-simulazione ci abbandona e non restiamo nient’altro che noi stessi, bisogna solo saper guardare.
Ed è qui che torna in campo l’immagine, nella sua forma più pura e incontaminata, perché a lei, per il bene o per il male, non si può proprio sfuggire.

Sarebbe veramente bello raccontare quel magnifico percorso che è la vita e la strabiliante forza della nostra umanità senza filtri né misure, perché alla fine, il nostro vero io è e resta pur sempre il miglior biglietto da visita che si possa presentare!

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