Simone Angarano: dannatamente erotico

Entrare nel mondo di Simone Angarano è come affacciarsi sul Paradiso Perduto di Milton. Su una sorta di meravigliosa dannazione. La stessa che Caravaggio sostanziava con il contrasto profondo fra luce e buio.

Simone Angarano

Simone Angarano

“In effetti per Caravaggio ho una vera e propria passione, lui accendeva l’antinomia che tento di ricreare, quella fra il buio, il male che ci attornia e la luce che arriva sempre dall’alto”.

Una luce che “illumina” il pregiudizio ricorrente sull’erotismo, sulla sensualità. Che fa risplendere la donna.

Nelle immagini di Angarano il buio diventa la metafora dello stereotipo che pregiudica alla donna la malizia, la trasgressione. Qui la foto erotica diventa un inno alla libertà e un riflettore acceso sulla sottomissione a una falsa morale.

Paradiso o Inferno: non riesci proprio a stare nel mezzo?

Direi di no (ride), sono piuttosto tendente agli estremi per natura. L’erotismo che ritraggo riflette in modo  fedeleil mio animo. Mi sento un poeta dannato della fotografia, forse perché mio padre poeta lo era davvero, io uso un altro lessico, visivo. Si può essere provocatori senza cadere mainel volgare.

Quanto tempo occorre per usare la luce così?

Dipende, da un minuto a 20 anni. Se hai un dono, ci metti un minuto. Altrimenti richiede allenamento, costante pratica. Io riguardo ogni foto appena scattata, se non mi piace cambio subito set e ci ritorno dopo un po’. Anche perché potrebbe non essere il momento giusto per la modella, ci sono tante variabili in campo. La foto perfetta richiede che ogni cosa sia al posto giusto.

 L’erotismo è forza e molto spesso viene espresso dal volto. Nelle mie foto, il volto è tutto.  La mia donna non è languida, affronta la vita a testa alta.

Foto erotica Simone Angarano
Foto erotica Simone Angarano
Foto erotica IT Simone Angarano

Riesci a cambiare anima anche a una collana di perle, simbolo edulcorato per eccellenza. Cosa vuoi dire, precisamente?

Voglio dire che in qualsiasi modo si cerchi di deturparla, la bellezza di una donna esce. Anche dietro una maschera, accessorio che uso spesso. Come un fiore che spacca la roccia. E le perle che diventano nodo scorsoio sono un archetipo della costrizione mascherata da gentilezza. La bellezza va oltre ogni limite, lo diceva anche Einstein. Le catene sono gli obblighi e chi le porta le gestisce con dignità, mai con un senso di spavento. Ricordo di aver usato un’immagine piuttosto forte per rappresentare la violenza sulle donne, ovvero una pistola puntata alla tempia, esprimendo la forza dei suoi occhi che in realtà comunica il suo essere indomita: “non mi piegherò mai, perché la bellezza interiore esce comunque”.

La foto erotica richiede una scenografia?

Raramente il nudo, integrale e fine a sé stesso, è erotico. Quando fotografo corpi nudi, sono asessuati, raggomitolati, quasi fetali. Ma è con una calza, con un collare, che la donna diventa erotica. Il nudo è purista, fotograficamente  deve avere l’equilibrio geometrico,   la forma delle sculture greche.

Quanto conta la modella?

Immensamente. Io sono incline alla scelta di modelle in cui la fisicità è forte, ma non è imperativo. Conta il canone comunicativo, la capacità di essere libere, di provocare sentendosi sé stesse. Per affrontare un tipo  di fotografia con questo impatto bisogna essere psicologicamente pronte, deve prodursi un’empatia. Oltre a una necessaria fiducia. La persona fotografata, per riprodurre il tuo mondo, deve farlo proprio.  L’erotismo è forza e molto spesso viene espresso dal volto. Nelle mie foto, il volto è tutto.  La mia donna non è languida, affronta la vita a testa alta. Non c’è mai sottomissione, nemmeno in una foto al guinzaglio: per me rappresenta qualcosa che ti tiene, qualcosa che ti guida, non che ti schiaccia.

Qual è la linea sottile fra foto artistica e foto volgare?

Una linea tracciata dalla cultura. Un artista usa un mezzo, per comunicare, in generale la sua sofferenza, la sua personalità, la sua visione del mondo. L’arte non ammette ignoranza. L’arte rappresenta sempre lo stato interiore dell’artista.  Se poi una persona si scandalizza per un seno nudo, quello è un problema culturale. L’equilibrio, in una foto erotica, è determinato dal gusto. Un fattore che non puoi trasmettere: lo puoi alimentare, ma non lo innesti. Ho conosciuto persone tecnicamente perfette, ma con gusti orribili!

C’è qualcosa che accomuna tutte le tue foto?

Si, sono le mie fantasie guardate allo specchio. Spesso, all’altezza di una persona seduta: quella che ritraggo e me, dall’altra parte, che osservo.

Se le tue foto  fossero un film?

Direi Limitless. Sarebbero come la pastiglia che prende il protagonista, in grado di aprire un mondo parallelo dove il cervello elabora diversamente la realtà. Un campo visivo diverso…

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