La sindrome di MissVavoom: Instagram vs Reality

Instagram vs Reality

Il fenomeno è singolare e si palesa da un bel po’. I social pullulano di novelle Jessica Rabbit, con il punto vita talmente risicato che pare si siano levate un paio di costole e le terga a portaerei. Sul décolleté non ci spendiamo nemmeno, va da sé. Insomma è come se avessero fatto tutte un giro sulle vecchie produzioni di Tom&Jerry e Droopy, cascando sulle forme atomiche di Miss Vavoom (che guarda caso è stata ispiratrice primaria del cartoonist artefice di Jessica Rabbit).  Il dna si è settato sul modello Kardashian (prima della post produzione)? Oppure siamo di fronte a uno di quei trend psico-virali a cui la rete ci ha abituati?

Basta googlare “Instagram vs Reality” per capire che il problema è psicologico, più che fisico.

Un trend nato per far capire l’ingannevolezza della rete: da un lato l’immagine reale e dall’altro quella artefatta, truccata al limite del parossismo. Volti e corpi che abbandonano l’originale non per scostarsene di un filo, ma per cambiare proprio rotta! Insomma, “ti cambio i connotati” a desso non è più una minaccia, è una consuetudine che si nutre di pixel. Naomi (Campbell), spostati, sei fuori moda. Dita (Von Teese), appena appena. Troppo moderata nella morfologia a clessidra iperbolica, effetto gommone. Ovviamente, l’etichetta a questo tormentone è già stata affibbiata: pare si tratti di “dismorfia corporea”, o meglio così ha detto la star di Al passo con i Kardashian, ammettendo la propria lotta con l’imperfezione e la fissazione su un codice estetico che farebbe impallidire le vecchie pin up. Tutto è esagerato: i contrasti, le forme, come un immenso gioco degli specchi da luna park.

Il punto è che nessun cardio-power fitness training, nessuna app, nessuna devota liturgia possono reggere il confronto con gli standard di bellezza che ci investono da più parti come raggi laser. Solo che qui filtri, modifiche e alterazioni del reale hanno contaminato i neuroni e l’immagine si è confusa con la realtà fisica. Instagram vs Reality è ormai un limite indefinito. La ridda di corpi con proporzioni fumettistiche è usuale. Del resto una cosa è abbondantemente nota: i social polarizzano, portano tutto agli estremi. Ad esempio, stando a ciò che ha dichiarato l’informatica statunitense FrancesHaugen prima al Wall Street Journal e poi al Congresso Usa, gli algoritmi usati da Facebook privilegiano i contenuti più dualistici, più estremi, perché “scatenano” l’utente, la rissa crea audience, come ben sappiamo!

Instagram vs Reality

Poteva l’estetica starne fuori? Ovviamente no!

E come volevasi dimostrare, all’onda di alterazione maniacale dei connotati fisici si oppone quella perbenista e rassicurante del body positive, portata avanti dai difensori a oltranza della normalità, quella piena di difetti valutati con consapevole calma e, talora, ironia. Sul filone dei difensori del perfettibile, Chiara Ferragni, la fitness trainer Hailey Madigan, RianneMeijer, Gabrielle Caunesil.

Addirittura, pare -secondo quanto riferiscono alcuni chirurghi estetici- che le persone decidano di sottoporsi a interventi di chirurgia estetica ispirandosi alla versione migliorata di sé che costruiscono con I foto ritocchi! Del resto è innegabile che scattarsi novanta foto al minuto porti a vedere, di conseguenza a enfatizzare, maggiormente i difetti fisici.

Per fortuna, crescono al pari i progetti fotografici che intendono dare voce alla naturalezza dei corpi, all’accettazione di quelli che vengono considerati difetti anche se alla luce dei fatti non lo sono. In questo ambito il nome italiano che spicca è quello di Tito Borsa, che fotografa corpi nudi all’insegna della libertà. Di essere, di esprimersi, fuori dalla gabbia dei luoghi comuni.

In fondo, anche una foto erotica è libertà. Decido chi sono e cosa voglio. Io e chi mi guarda.

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