intervista a CRISTINA BUGATTY

La dea fortuna ci vede bene

Ma solo se non hai paura

La Transvelina. La presentatrice veneto bulgara “Transviata”. La contessa Debronge, razzista e misogina, portatrice (mal)sana di odio che nel paradosso rivela l’ipocrisia in cui la società è avviluppata. Cristina Bugatty riesce a sbeffeggiare con classe ogni luogo comune.  “Diciamolo chiaro: in linea di massima la vita è una pagliacciata. L’ho capito quando un mio insegnante all’accademia di recitazione ci disse “se  fallirete finirete a fare pubblicità a Canale 5 ” e dopo qualche tempo l’ho beccato in tv. 

Viviamo di slogan, sono tutti contro l’anoressia ma poi per gli shooting prendono una taglia 36. E nei confronti dei transessuali -dietro un’apertura di facciata- c’è un sistema che non offre ruoli seri, che ti colloca nel solito cliché della macchietta, afflitta da problemi psichici, relegata ai confini della realtà.   Eppure conosco trans che fanno l’avvocato, l’infermiera, il dentista, ma non le vedi mai in tv e al cinema non rappresentano antropologicamente la nostra società. 

Come ne sei uscita, dalla gabbia del cliché?

Diciamolo chiaro. Ho avuto una famiglia che mi ha sempre sostenuta. E non mi sono mai fermata per paura. Se non fossi stata me stessa, oggi sarei una grande infelice. Invece per fortuna non è andata così… Non ero figlia d’arte, ho iniziato in una scuola di  recitazione. Poi ho incontrato persone splendide come Francesco Micheli , che è diventato un caro amico. Alla fine, se dovessi fare un bilancio, ad aiutarmi è sempre stata la forza di volontà. 

L’abito fa il monaco?

Altro che se lo fa! So di essere scomoda ma ho sempre giocato fregandomene dei luoghi comuni: fidanzato notaio, frequentazioni al Rotary, diciamo che ho creato scandali controllati…e ho dimostrato che i miei non erano preconcetti. Erano i più grandi moralisti e integerrimi cittadini “nel giusto”..che mi chiedevano di appartarci in bagno durante le cene, quando le mogli erano distratte. 

La tua dote migliore?

L’ottimismo, mi ha salvata. Quando ero un adolescente  efebico dai biondi capelli, rassicurante  e sono diventata donna ho capito che le persone reagivano in maniera differente nonostante esprimessi gli stessi concetti. Prima le sentivi dire “il tuo amico ricchione” con scherno e poi ci provavano. Ho sempre scelto di non recitare nella vita, ho rinunciato a parti importanti per non cadere nella solita rappresentazione della prostituta a cui noi veniamo relegate, facendo piuttosto la barista per mille euro. 

Cristina Bugatty - Art&Glamour
Cristina Bugatty - Art&Glamour

La dea fortuna esiste?

Per me è arrivata quella di Ozpetek, forse la mia esperienza più bella non tanto per la popolarità, quanto per un mio iniziale timore di non essere intonata agli attori, essendo prevalentemente teatrante; però appena abbiamo iniziato a recitare ho capito che era una paura infondata. Bellissimo, anche fare la Violetta di Shakespeare al Franco Parenti con Luca Francesconi, interpretavo  la regina della notte.

Il movimento LGBT ha cambiato qualcosa? 

Certamente il movimento ha contribuito tanto a cambiare le cose. Però a mio parere sarebbe utile in questo momento abbandonare i personalismi di gruppo e lottare insieme per i diritti e le libertà.  Lo ha capito bene Monica J. Romano, attivista, scrittrice politica italiana, prima persona transgender eletta in consiglio comunale a Milano. Grazie a lei e a persone che vogliono costruire anziché dividere il mondo sarà un posto migliore, peccato siano ancora poche. Per adesso, come dico sempre, siamo avvolti da troppe Matrioske di schifo…. 

La Matrioska?

Ma si, la società vive di cliché. Sei obesa e lesbica? Due matrioske. Sono  gli stereotipi, messi uno dentro l’altro, che producono preconcetti. Gli uomini che  si avvicinano a me sono tendenzialmente interessati al sesso, non a costruire qualcosa. Tra le mie recenti esperienze più costruttive c’è stato  l’incontro con i ragazzi della Bocconi, della Cattolica e della Statale di Milano, per spiegare i miei punti di vista e raccontare la mia vita anche nel mondo del business. Io ho scelto di essere quello che sentivo al 100%.  Se ognuno smettesse di giudicare gli altri e se ne fregasse del giudizio altrui, le varie matrioske in breve tempo si dissolverebbero  

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