intervista a STEFANO FERRI

STEFANO FERRI, l’uomo etero che indossa abiti femminili, lancia un messaggio: “Nessuno deve tarpare la propria unicità” La sua straordinaria storia nel romanzo autobiografico “CROSSDRESSER – Stefano e Stefania, le due parti di me”

Stefano Ferri
Stefano Ferri

È giornalista, consulente in comunicazione, scrittore, uomo in carriera, marito attento e padre premuroso… ed ha un total look fuori dall’ordinario: da donna! Sì, lui è Stefano Ferri, ha 56 anni, bellissimi occhi blu, totalmente eterosessuale e crossdresser! In italiano potremmo tradurlo con “travestito” ma lui non è un travestito. È semplicemente un uomo che ha scardinato meccanismi culturali e sociali andando oltre, laddove solo chi riesce a liberare se stesso da ogni pregiudizio può andare: dove si sente bene. E lui si sente bene in abiti femminili. 

Lo abbiamo incontrato perché la sua ultima fatica letteraria è proprio un romanzo autobiografico, scritto durante la pandemia e che non poteva che intitolarsi “CROSSDRESSER- Stefano e Stefania, le due parti di me”. Vi sembra tutto strano? Non lo è! Anzi, è tutto estremamente normale. 

Con chi parlo principalmente, con Stefano o con Stefania? 

Parli con Stefano, perché l’idea della donna accanto espressa nel libro è una metafora. L’intero libro descrive il mio percorso psicoterapeutico. Per molti anni con la psicoterapeuta andammo avanti con questa metafora di Stefano e Stefania e quando lei mi diceva che in me l’integrazione tra la parte maschile e quella femminile non si era mai verificata come normalmente accade, diceva una verità: mi segnalava che nella mia infanzia c’era qualcosa di rimasto appeso, io accettai il pensiero ma dovetti lavorare per accogliere la verità, perché colpiva il mio orgoglio maschile. Quando uno non è risolto e sereno, si aggrappa a cose tipo orgoglio, normalità, tradizione, che però non fanno per noi esseri umani che per natura siamo caldi, provocatori e liberi e così quando hai qualcosa dentro, che vuole venire fuori, devi dargli spago, devi andare oltre, anche se la società te lo contesta. 

In sostanza ognuno deve potersi vestire come si sente…

Esatto. Tutte le donne hanno qualcosa di maschile nell’armadio. Nessuno di noi può conoscere l’intreccio intimo di motivazioni che spinge una donna a scegliere sempre il pantalone. È solo praticità o c’è anche dell’altro? Il movimento femminile che si è così conquistato la libertà del vestire, rende superfluo indagarne il motivo perché la donna in abito maschile è normale. Noi invece non possiamo: quelli della mia età sono stati i primi a sfondare questo tabù stupido… per fortuna i giovanissimi oggi ne sono privi.

Hai pantaloni da donna nel tuo armadio? 

Durante la pandemia ho buttato via le ultime due paia. Il pantalone era un compromesso, laddove la società ancora non mi accettava. A differenza di una donna, un Crossdresser maschio deve…………..

Leggi sulla rivista l'intervista completa a Stefano Ferri
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