Paolo Del Frate: BUCOLICA

La stanza nera

La stanza della casa di campagna dell’Agro pontino, legata all’infanzia, alla nonna materna. Rimasta disabitata, teatro di ricordi e di visite infinite. Una sorta di “iniziazione” che ha portato Paolo del Frate a respirare l’anelito di luce che filtrava dalla finestra. Così, quella stanza simbolica è diventata la fucina delle sue immagini , come materia nelle mani di uno scultore.
La stanza nera, la camera oscura, il punto da cui si dipana la matassa erotico-onirica di questo splendido cultore del corpo femminile, plasmato dalla luce spesso scarsa, talora caravaggesca. Sempre nostalgica.

Sul tuo sito ci sono tre sostantivi riferiti alla donna: rispetto, adorazione, catarsi. Ce li spieghi?
Vengo da una famiglia composta da 4 sorelle più grandi, ho colto il femminile in ogni sfumatura. Le donne hanno un approccio differente alla vita e al mondo. Le donne sono entità necessarie, a cui lego le tre parole, parte di una poesia che rispecchia il mio vissuto.

Quando hai iniziato a scattare?
Avevo 15 anni. Percepivo la vanità manifesta delle mie compagne e quando una di loro ha chiesto di farsi fotografare mi sono offerto. Utilizzavo la luce ambiente, non avevo risorse economiche tali da consentirmi l’acquisto di materiali importanti. Da lì non ho più lasciato la fotografia. E ho sempre seguito un canovaccio: ciò che vede il fotografo, dovranno vedere anche gli “spettatori”.

Un corpo nudo non nasconde, dice la verità. Il grande inganno è legare l’erotismo al sesso..

Paolo del Frate: Bucolica
Paolo del Frate: Bucolica

Il nudo. Cosa rappresenta, come ci sei arrivato?
Un corpo nudo non nasconde, dice la verità. Il grande inganno è legare l’erotismo al sesso. In realtà l’erotismo è un linguaggio, un approccio libero da pregiudizi. Nel mio caso, modello con la luce: tantissima, non è mai la soluzione. La luce deve essere giusta. Se scarsa, ancor meglio.

Si parla tanto di body shaming ma…le tue modelle sono tutte spettacolari. Come la mettiamo?!
In realtà no! La modella deve avere cognizione del proprio corpo ed entrare in simbiosi, in un rapporto di fiducia con chi la fotografa. Ma…tra le mie foto ci sono tantissime modelle tutt’altro che perfette, dal vivo. Anzi, amo fotografare ragazze normali, naturali, che non hanno mai posato prima. E c’è grande soddisfazione nel trasformare un “difetto” in elemento esteticamente bello da vedere.

Un neofita può scattare una bella foto di nudo?
Sconsiglio di partire con il nudo, a chi si avvicina alla fotografia. Ho insegnato fotografia per tanti anni e si tratta di una disciplina molto tecnica, dove la gestione della luce è fondamentale. Conoscerla rappresenta una base necessaria, perché la differenza fra ciò che l’occhio coglie dal vivo e l’obiettivo rischia di alterare il risultato.

Più bello scattare o più bello guardare il risultato?
Ti dico solo che a casa ho una gallery delle mie foto! Stamparle e incorniciarle è bello quanto scattarle. Con gli strumenti digitali l’abitudine a stampare è ormai desueta. Io invece sento bisogno di toccarle, di viverle. Fotografare non è un lavoro, è un’esigenza vitale che, proprio perché libera da vincoli, mi consente di rappresentare ciò che mi piace.

Fotografo Paolo Del Frate | Instagram @paolodelfrateofficial

Modelle:
JuiLo - Instagram @juiloquellavera |
Ereka Marcellino - Instagram @emarchellie
Claudia Lion - Instagram @claurilion
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