SUPERCITTONS: Lussuria dalla fotografia al disegno

Quella voglia di entrare nel disegno e rimanerci…

La prima sensazione, guardando i disegni -anzi, I cortometraggi in tecnica mista- di Luisa Cittone al secolo Supercittons, è stata: “mettimi nel disegno e tienimi lì”. Poi, prima di prenotare una seduta psico-analitica, ho parlato con lei e ho compreso che ognuno di noi ha una botola che nasconde una corrente alternata, una via di uscita dalla apparente e rassicurante “normalità”.

Fra le tavole che rivelano un’impressionante abilità tecnica e una potenza erotica che avvolge come uno scirocco, si colgono due parole scritte da un estimatore, che fanno riflettere: “snellisci il proibito”.
Il PROIBITO. Ma cos’è, il proibito? Al netto dell’etica, dell’imperativo a non ledere altri, cosa esattamente significa Proibito?!

“Nella società bigotta, il nudo, la manifestazione del corpo, viene immediatamente legata alla pornografia. Ma siamo in Italia, la culla del cattolicesimo, altrove non è così. E poi l’erotismo non necessariamente svela. Anzi, sono dettagli, sono respiri. È una spallina scesa accanto a un collo nudo”. Supercittons parla del suo mondo con la stessa intensità con cui disegna.
La matita è un prolungamento della sua anima, della sua fantasia, una prospicienza che le sta attaccata sin da piccola (“mi viene naturale, come gli altri parlano io disegno”, ndr).

Disegno di Supercittons (Luisa Cittone)
Disegno di Supercittons (Luisa Cittone)
Disegno di Supercittons (Luisa Cittone)
Disegno di Supercittons (Luisa Cittone)

Quell’ amore sviscerato per l’anatomia, mi piace definire dettagli del corpo, persino le vene. E dire che illustravo libri per le scuole!”

In ogni caso, per me Supercittons dovrebbe stare nello Zanichelli alla voce erotismo. Perché lo sostanzia più di mille parole, più di mille pellicole che confondono sesso e sogno. Con quell’”amore sviscerato per l’anatomia, mi piace definire dettagli del corpo, persino le vene. E dire che illustravo libri per le scuole”!
A sviarla dai Neanderthal convertendola a flessuosità un po’ diverse è stata la visione dei disegni di Frida Castelli. E la droga del disegno, divorante da sempre, ha trovato altro carburante ispirazionale.
Il fatto è che, come scrivono i fan, “sembrano vivi, i disegni”. Perché nascono da piccoli film in primis mentali e poi tradotti in visivo con modelli, set, outfit precisi.
Si tratta di un progetto artistico che parte con schizzi e pose su taccuino. Poi scatto le foto con la mia Reflex, dicendo ai modelli esattamente cosa fare, come muoversi. Infine, seziono le foto, a volte ne traggo un dettaglio. E gioco con le sovrapposizioni, unendo fotografia e illustrazione”.

Colate di caffè, virate dalla matita 2B alla 12B, sperimentazioni su carta Canson già colorata. Le matite Faber Castell, gli acrilici spatolati, l’Ecoline, sono gli strumenti con cui Luisa struttura la sua “caccia alle emozioni”, come la definisce lei. Poi, ci sono le muse: come Agatha De Vil, fra l’altro protagonista della mostra Io, Agatha De Vil, fra disegno e fotografia, presente fra le 150 del circuito Photo Festival Milano 2021.
“Alla fine, io catturo la mente”. Alla fine, Luisa arriva a un passo prima del compiuto, del manifesto.
Come un metaverso realizzato in carboncino.
E se Eros è passione vitale, la voglia di entrare nel disegno e rimanerci alla fine è voglia di vivere.

Social: https://www.instagram.com/supercittons/

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